Accesso ai servizi

Museo Civico “Antonio Giacomelli” - Castel San Zeno

Museo Civico “Antonio Giacomelli” - Castel San Zeno


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Porta Padova - Piazza Trieste, 15 - Montagnana (PD)

Ufficio Servizi Culturali - 0429 81247/1 - cultura@comune.montagnana.pd.it


Informazioni e biglietteria:

Ufficio Turistico IAT – Piazza Trieste, 15 – 0429 81320

 ufficioturistico@comune.montagnana.pd.it

 


Museo Civico “A. Giacomelli” ORARI D'APERTURA


Mercoledì, giovedì e venerdì: turno unico di visita guidata alle ore 11.00
Orario estivo
Sabato: turni di visita guidata con partenza alle ore 10.30, 11.30, 16.00, 17.00, 18.00
Domenica e festivi: turni di visita con partenza alle ore 11.00, 12.00, 16.00, 17.00, 18.00
Orario invernale
Sabato: turni di visita con partenza alle ore 10.30, 11.30, 15.00, 16.00, 17.00
Domenica e festivi: turni di visita alle ore 11.00, 12.00, 15.00, 16.00, 17.00
Chiuso: lunedì, martedì, Natale e Capodanno.

Tariffe (comprensive di visita guidata): 

€ 2,50 intero

€ 1,50 ridotto (per ragazzi dai 7 ai 16 anni e per gruppi organizzati di almeno 10 persone, fatta salva la gratuità per i bambini fino ai 6 anni e per i residenti nel Comune di Montagnana nell’ultimo sabato di ogni mese).

Servizi accessori: ascensore, toilette, visite guidate, laboratori didattici (bookshop, materiale turistico, informazioni e accoglienza turistica)

Tutte le sale sono accessibili anche a persone con disabilità, alcune sale sono dotate di pannelli in braille

Mastio di Ezzelino ORARI D'APERTURA

Orario estivo
Martedì, mercoledì, giovedì e venerdì: 9.30-12.30 e 16.00-19.00

Sabato: 9.30 – 19.00

Domenica e festivi: 10.00 – 19.00

Orario invernale
Martedì, mercoledì, giovedì e venerdì: 9.30-12.30 e 15.00-18.00

Sabato: 9.30 – 18.00

Domenica e festivi: 10.00 – 18.00

Chiuso: lunedì, Natale e Capodanno.

Tariffe: 

€ 1,50 tariffa unica

Castel San Zeno, nucleo più antico delle fortificazioni medievali di Montagnana, dopo il restauro del 1996 custodisce la memoria storica della città e ospita alcune delle sue più prestigiose istituzioni culturali.

 

Il Museo Civico è dedicato alla memoria dell’illustre cittadino montagnanese Antonio Giacomelli, ispettore onorario della Soprintendenza Archeologica. Profondo conoscitore della storia del territorio, grazie alla sua opera fu promossa con forza e passione l’istituzione del museo, dando impulso ad una nuova esposizione delle collezioni ed alla loro unione con i reperti conservati nel lapidario romano, inizialmente situato nell’antica chiesetta di San Giovanni dei Battuti.

 

La visita guidata al museo consente di ammirare la suggestiva corte d’armi del castello e di accedere alle sezioni: archeologica, medievale e moderna, musicale.

 

La prima sala della sezione archeologica raccoglie materiali di età preistorica e protostorica ed ospita i più antichi ritrovamenti dal territorio montagnanese, databili al tardo-neolitico ed eneolitico (fine IV-III millennio a.C.), costituiti prevalentemente da manufatti in selce. Seguono le testimonianze archeologiche dell’età del bronzo: oggetti di uso quotidiano come boccali e scodelle, strumenti in selce e corno, e vasi ossuario contenenti i resti della cremazione dei defunti. Le testimonianze più importanti e più consistenti dell’antica Montagnana riguardano però l’età del ferro e furono ritrovate in località Borgo S. Zeno. Qui infatti, lungo l’antico corso del fiume Adige, si trovava un importante abitato protostorico databile tra la fine dell’età del bronzo e gli inizi dell’età del ferro (XII-VIII secolo a.C.). Sono documentate la lavorazione della ceramica, la filatura, la tessitura, l’industria del bronzo, la lavorazione dell’osso-corno e della pasta di vetro. La tarda età del ferro è documentata dal ricco corredo di una tomba maschile, in cui il defunto secondo l’usanza celtica, è stato sepolto con le sue armi e con gli oggetti del mestiere: la spada, ancora inserita all’interno del suo fodero, punte di lancia, un coltellaccio e l’umbone dello scudo, insieme alla cesoia per la tosatura delle pecore.

L’età romana, a cui è dedicata la seconda sala, è documentata da numerosi reperti databili tra l’epoca augustea e quella tardo-imperiale, relativi a ville rustiche e sepolcreti, che testimoniano un popolamento sparso sul territorio, intensificatosi a seguito dell’insediamento dei veterani reduci dalla battaglia di Azio. I resti di condutture idriche in trachite, le macine per cereali e la meridiana in calcare, possono infatti riferirsi proprio a grandi fattorie di campagna (ville rustiche). La vera ricchezza di questa sala è costituita dai monumenti sepolcrali e dai ricchi corredi che li accompagnano. Tra tutti spicca la grande stele in biancone della Gens Vassidia, decorata da raffinati fregi in bassorilievo, che Postumulena Sabina, una facoltosa proprietaria terriera, commissionò per sé e per i suoi familiari. Le vetrine custodiscono i ricchi corredi che offrono uno spaccato della vita quotidiana e delle usanze collegate alla cerimonia funebre: lucerne e monete utili al trapasso nell’aldilà; servizi da tavola in ceramica, vetro e metallo per il banchetto funebre; strumenti da toilette come specchi e balsamari; oggetti di uso personale come fibule, bracciali, anelli.

 

La sezione Medievale e Moderna contiene una ricca collezione di dipinti e ceramiche, ritrovati in varie zone del centro storico e in alcuni dei suoi principali palazzi. Dalla corte d’armi dello stesso Castel San Zeno provengono due affreschi trecenteschi, raffiguranti l’uno la Madonna in trono tra due Santi, l’altro San Prosdocimo e Santa Giustina. Sono esposti anche una Carità di Alessandro Varotari “il Padovanino”, ed una tela tarda dell’atestino Antonio Zanchi (XVII e XVIII sec.).  Degna di nota è la grande mappa in pergamena realizzata tra 1566 e 1575 dall’agrimensore e disegnatore pubblico Luca Zappati, col fine individuare le proprietà dell’Abbazia camaldolese di Santa Maria di Carceri nel montagnanese. Si potevano così calcolare i pagamenti delle decime, risolvere controversie confinarie, o regolamentare l’uso dei corsi d’acqua. In basso a sinistra è rappresentata la città murata di Montagnana, con le sue fortificazioni, il duomo di Santa Maria Assunta e la palladiana Villa Pisani. Le vetrine mostrano una consistente raccolta di ceramiche, di tarda epoca medievale e rinascimentale, dalla quale si può avere una panoramica sulla produzione montagnanese (testimoniata da scarti di fornace e altri materiali legati alla cottura ceramica), e dei rapporti con i centri limitrofi di Legnago, Este e Padova.

 

L’ultima sezione del museo, quella musicale, raccoglie costumi di scena, documenti, fotografie originali, locandine, e numerose altre testimonianze dei due tenori montagnanesi Giovanni Martinelli (1885-1969) e Aureliano Pertile (1885-1952), donati al Comune dagli eredi. La notorietà di Martinelli è legata principalmente ai fasti del Metropolitan Opera House di New York, ove fu scritturato ininterrottamente dal 1913 al 1946. In sala è esposta una raccolta di costumi di scena da lui indossati in opere rappresentate al Metropolitan tra il 1914 e il 1925. Pertile invece deve soprattutto la sua fama alla predilezione che ebbe nei suoi confronti il celebre Toscanini, che lo volle come tenore alla Scala di Milano dal 1916, dove si esibì fino al 1937, quando si ritirò dalle scene per dedicarsi all’insegnamento, sempre a Milano, presso il Conservatorio e alla Scuola di Perfezionamento del Teatro alla Scala.

La salita al Mastio di Ezzelino completa e arricchisce la visita al Castello di San Zeno consentendo, dall’alto dei suoi circa 40 metri d’altezza, una stupenda veduta panoramica sul centro storico, sulla pianura circostante, spaziando fino ai rilievi dei Colli Euganei e Berici. Il mastio deve il suo nome al celebre Ezzelino III da Romano, che nel 1238 incendiò e conquistò la città, iniziando la ricostruzione proprio da questa torre con attiguo castello, attorno al 1242.

 

Oltre al complesso museale, il castello ospita anche le più importanti istituzioni culturali della città: il Centro Congressi e Mostre alloggiato presso le Sale Veneziana e Austriaca, la Biblioteca Comunale “F. Gambarin”, l’Archivio Storico Comunale e il Centro Studi sui Castelli.
Adiacente al Castello di San Zeno si trova infine l’Arena “Martinelli-Pertile” che nei mesi estivi ospita spettacoli teatrali e di danza, concerti, cinema all’aperto ed eventi di vario genere.