Gli Itinerari: Fiumicello - Palù

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- Jacopo da Montagnana


Un itinerario diverso dai precedenti, percorribile a piedi o in bicicletta che ci accompagnerà fuori dalla cinta muraria, e che si svolgerà lungo i tre corsi d’acqua presenti a Montagnana: il Fiumicello, il Frassine, il Fratta.
Il Fiumicello è il canale artificiale che riforniva di acqua il fossato delle mura ed è posizionato tra Castel San Zeno e la rinascimentale Villa Pisani, punto di partenza del nostro itinerario. Percorreremo tutto il fossato fino alla torre angolare di nord est, per poi scendere dall’argine e risalire sulla strada.
A questo punto si segue la circonvallazione cittadina che, in questo punto, fa da argine a due corsi d’acqua, il Fiumicello e il Redefossi fino alla via Zoccolanti. Da questo punto si può osservare, un po’ isolata in felicissima posizione, la chiesetta della Madonna di fuori. L’edificio fu ricavato dalla Cappella laterale sinistra di un’antica chiesa, molto più grande, un tempo annessa al convento dei Frati Minori Osservanti. Notevole l’espressiva “Pietà” in pietra, altorilievo databile XV secolo. Rimane ancora un’idea di campanile, con la sua unica campana.

Delimitato da due grandi pietre che commemorano i caduti delle due guerre, inizia il sentiero sull’argine del Fiumicello, che nel suo primo tratto prende il nome di Viale della Rimembranza.
Il Fiumicello non è un gran canale di irrigazione, ma un vero e proprio bene culturale di grande importanza, connesso con la storia di Montagnana, delle sue mura e della sua vita economica. Fu infatti scavato in periodo medievale per rifornire d’acqua i mulini, ma soprattutto i fossati della città murata. Fondamentale era la sua importanza come via di comunicazione: era infatti navigabile sino al porticciolo del Frassine.
La prima parte della passeggiata si conclude alla prime case di Borgo Frassine, antico porto fluviale della città. Qui è possibile visitare l’interessante chiesa del Borgo e passeggiare sull’argine dell’omonimo fiume, che nasce dalle Prealpi Vicentine, dove prende il nome di Agno.

Giunti all’innesto dell’argine Padovano, si prosegue sino al “Palù”, dove è stata creata un’area di specchi lacustri, utilizzando il corso d’acqua esistente, ed un vero e proprio bosco, con la messa in dimora di piante sicuramente presenti in zona dell’epoca romana e occasionalmente sopravvissute in alcune aree marginali della Pianura Padana: pertanto nulla di stravagante o arbitrario, ma il semplice ripristino di quello che esisterebbe allo stato naturale.
Dal Palù si può giungere, attraverso l’argine della Fratta, sino al castello di Bevilacqua, che può essere visitato e di lì al Convento di San Salvaro, attualmente trasformato in Ostello e museo, che conserva interessanti architetture medievali.