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Le
mura |
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Fra le città murate del Veneto, Montagnana
è quella che meglio ha saputo conservare
la sua cinta medievale: le manomissioni sono
infatti poche e poco evidenti, al punto da
poter affermare che attualmente l’ammiriamo
più o meno come la si vedeva nel XIV
secolo.
I tratti di mura a nord e sud della città
si caratterizzano per la presenza delle
torri.
Colpisce in primo luogo una certa diversità
nella colorazione, spiegabile però
con l’uso del materiale composito
al posto del semplice laterizio dei tratti
ovest ed est. Si tratta di strati di trachite
provenienti dai Colli Euganei usata in
blocchi grezzi alternati al mattone a
scaglie di pietra calcarea. Il mattone
è impiegato più largamente,
fino a prevalere negli spigoli delle torri,
nei pilastri, nei merli. All’esterno,
nella parete sud, si conserva traccia
dell’originale intonaco scomparso
invece nel tratto esposto a tramontana.
Lo spessore del muro varia a seconda dei
punti, ma in media è di poco inferiore
al metro. L’altezza delle mura varia
dai 6,30 metri agli 8, cui va aggiunto
però 1,20 di parapetto e 1,80 di
merlatura. Le fondamenta si spingono sotto
il suolo per un paio di metri.
I merli,
spessi 42 cm, larghi 130 - 140 cm e alti
180 cm, sono di tipo guelfo, vale a dire
che il bordo superiore non presenta il
caratteristico incavo a “coda di
rondine” dei merli ghibellini: d’altra
parte sia i Marchesi d’Este, sia
il Comune di Padova avevano sempre ostentato
il loro appassionato guelfismo. Osservando
attentamente ai lati di molti merli, si
possono ancora notare piccoli fori quadrangolari,
nei quali andavano infilati i travicelli
di sostegno delle ventole girevoli che
nascondevano i difensori, oltre che proteggerli
dal tiro dei nemici. Facili da aprire
e richiudere rapidamente se necessario,
ad esempio per lasciar cadere pietre o
liquidi bollenti sugli assalitori, una
volta abbassate rimanevano accostate al
lembo esterno del davanzale. Le feritoie
sono poste ad altezza diversa, per avere
agio di usare l’arco e la balestra,
colpendo obiettivi lontani o immediatamente
sotto gli spalti.
Attorno alle mura corre un ampio fossato.
L’acqua era derivata dal fiume Frassine,
che scorre a un paio di chilometri dalla
città, tramite il Fiumicello, un
antico canale fortificato medievale. La
roggia perimetrale esterna doveva esistere
anche anticamente ed aveva lo scopo di
convogliare i rifiuti prodotti dalla città
e scaricati dal sistema fognario.
Testo tratto da Montagnana
Itinerario turistico, di A. Costantini,
edizione 2002, Ass.ne Pro Loco Montagnana. |