Un itinerario
diverso dai precedenti, percorribile a
piedi o in bicicletta che ci accompagnerà
fuori dalla cinta muraria, e che si svolgerà
lungo i tre corsi d’acqua presenti
a Montagnana: il Fiumicello, il Frassine,
il Fratta.
Il Fiumicello è il canale artificiale
che riforniva di acqua il fossato delle
mura ed è posizionato tra Castel
San Zeno e la rinascimentale Villa Pisani,
punto di partenza del nostro itinerario.
Percorreremo tutto il fossato fino alla
torre angolare di nord est, per poi scendere
dall’argine e risalire sulla strada.
A questo punto si segue la circonvallazione
cittadina che, in questo punto, fa da
argine a due corsi d’acqua, il Fiumicello
e il Redefossi fino alla via Zoccolanti.
Da questo punto si può osservare,
un po’ isolata in felicissima posizione,
la chiesetta della Madonna di fuori. L’edificio
fu ricavato dalla Cappella laterale sinistra
di un’antica chiesa, molto più
grande, un tempo annessa al convento dei
Frati Minori Osservanti. Notevole l’espressiva
“Pietà” in pietra,
altorilievo databile XV secolo. Rimane
ancora un’idea di campanile, con
la sua unica campana.
Delimitato da due grandi pietre che commemorano
i caduti delle due guerre, inizia il sentiero
sull’argine del Fiumicello, che
nel suo primo tratto prende il nome di
Viale della Rimembranza.
Il Fiumicello non è un gran canale
di irrigazione, ma un vero e proprio bene
culturale di grande importanza, connesso
con la storia di Montagnana, delle sue
mura e della sua vita economica. Fu infatti
scavato in periodo medievale per rifornire
d’acqua i mulini, ma soprattutto
i fossati della città murata. Fondamentale
era la sua importanza come via di comunicazione:
era infatti navigabile sino al porticciolo
del Frassine.
La prima parte della passeggiata si conclude
alla prime case di Borgo Frassine, antico
porto fluviale della città. Qui
è possibile visitare l’interessante
chiesa del Borgo e passeggiare sull’argine
dell’omonimo fiume, che nasce dalle
Prealpi Vicentine, dove prende il nome
di Agno.
Giunti all’innesto dell’argine
Padovano, si prosegue sino al “Palù”,
dove è stata creata un’area
di specchi lacustri, utilizzando il corso
d’acqua esistente, ed un vero e
proprio bosco, con la messa in dimora
di piante sicuramente presenti in zona
dell’epoca romana e occasionalmente
sopravvissute in alcune aree marginali
della Pianura Padana: pertanto nulla di
stravagante o arbitrario, ma il semplice
ripristino di quello che esisterebbe allo
stato naturale.
Dal Palù si può giungere,
attraverso l’argine della Fratta,
sino al castello di Bevilacqua, che può
essere visitato e di lì al Convento
di San Salvaro, attualmente trasformato
in Ostello e museo, che conserva interessanti
architetture medievali.
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